Acciughe, sardine e nasello: da Ue nuovi limiti alla pesca nel Mediterraneo

La Commissione europea ha presentato la proposta di riduzione delle catture dei piccoli pelagici e delle specie demersali nell'Adriatico. Confermato il taglio del 10% degli stock ittici, tra cui anche triglie e gamberi, nella parte occidentale del Mare Nostrum

Una riduzione dello sforzo di pesca per triglie, naselli, aragoste e gamberi nel Mediterraneo occidentale pari al 10% per il 2020. E limiti anche per demersali e piccoli pelagici nell'Adriatico. Sono queste due delle misure centrali della proposta della Commissione europea per la gestione degli stock ittici avanzata oggi a Bruxelles. 

La proposta copre anche il Mar Nero e mira, scrive l'Esecutivo Ue, "a garantire la sostenibilità sociale ed economica per i pescatori che operano nella regione ripristinando e mantenendo gli stock a livelli sostenibili". "Durante il mio mandato - dice il commissario all'Ambiente uscente, Karmenu Vella - ho lavorato per invertire la situazione allarmante per la maggior parte degli stock ittici nel Mediterraneo e nel Mar Nero, come parte del più ampio impegno dell'Ue per una pesca sostenibile. È un processo lungo ma la proposta di oggi è un altro passo importante nella giusta direzione ”, dichiara.

La prima parte del piano Ue attua il piano di gestione pluriennale per gli stock demersali nel Mediterraneo occidentale, adottato nel giugno di quest'anno, che preve nel 2020 una riduzione dello sforzo di pesca per "la triglia, il nasello, i gamberi rosa, le aragoste norvegesi, i gamberi blu e rossi e i gamberi rossi giganti". SI tratta di una riduzione pari al 10% e che dovrebbe arrivare al 40% nei prossimi 4 anni. 

In linea con le decisioni della Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (Cgpm), Bruxelles introduce anche un periodo di fermo di 3 mesi per la pesca dell'anguilla, oltre alla riduzione delle catture e sforzo di pesca per i piccoli pelagici nell'Adriatico e, sempre nell'Adriatico, un limite di sforzo di pesca per i demersali.

La proposta della Commissione sarà aggiornata dopo la sessione annuale della Cgpm prevista a inizio novembre. Spetterà poi agli Stati membri dell'Ue, nel corso del Consiglio Agricolture e pesca del 16 e 17 dicembre, fissare le soglie definitive. Secondo Bruxelles, nel 2016, il 78% degli stock ittici valutati nel Mediterraneo e nel Mar Nero erano sfruttati oltre i limiti biologici sostenibili.

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