Falso made in Italy, ora Cina e Usa copiano bar e ristoranti storici

A denunciarlo è la Federazione italiana dei pubblici esercizi. Dalla "pasticceria Giorgio" in Corea al "Santo Bevitore" di New York. Appello al governo

Una trattoria italiana a New York

Dopo il parmesan e il provolone californiano, adesso la nuova frontiera del falso made in Italy colpisce bar e ristoranti storici del Belpaese. E' successo in Corea, con l'apertura di un locale che si chiama "pasticceria Giorgio", uguale in tutto e per tutto, tranne per la qualità dei prodotti, a uno celebre esercizio fiorentino. E capita anche che i fake facciano il giro del mondo, come successo a un altro storico ristorante di Firenze, "Il Santo Bevitore", il cui marchio è stato copiato da Tokyo a New York per ben 5 volte. Già, perché non è solo il nome a venire 'rubato': spesso anche il logo viene copiato senza troppe remore. Dagli Usa alla Cina.

A denunciarlo è la Federazione italiana dei pubblici esercizi (Fipe) che si appella al governo, in particolare alla Farnesina, per aprire un canale diplomatico teso alla difesa dei locali e delle insegne made in Italy. "Come Fipe - afferma il direttore generale della federazione Roberto Calugi - abbiamo voluto porre l'attenzione sulla problematica del plagio ai nostri ristoranti che è diverso da riprodurre una strada romana come set cinematografico per fare vivere un'esperienza italiana. Qui si entra - aggiunge - nel campo della registrazione dei marchi che comporta per molti un costo oneroso per gli operatori".

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Ecco perché la Fipe propone "di tentare la strada di processi di formazione per la registrazione dei marchi", coinvolgendo le istituzioni europee e internazionali. Ma una strada del genere comporta tempo, e servono risposte nell'immediato per proteggere il patrimonio (non solo economico) che gli esercizi storici italiani rappresentano. "Nell'immediato - sostiene il vicepresidente Fipe Aldo Cursano - pensiamo di utilizzare al meglio il sistema delle Camere di Commercio come sedi degli arbitrati e mediazioni internazionali per dare una mano agli imprenditori italiani a scoprire altri casi di plagio ai loro danni". "Parallelamente - aggiunge - è indispensabile impiegare nel migliore dei modi l'Istituto per il commercio estero (Ice) al fine di salvaguardare il nostro patrimonio di locali".

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